
Triplice attitudine
La lana di pecora Ciuta
ed i suoi utilizzi

Valorizzazione della lana di Pecora Ciuta: da sottoprodotto a filiera corta sostenibile
Le pecore di questa razza hanno da sempre e tradizionalmente fornito agli allevatori una lana che, seppur in quantità limitata, una volta filata e lavorata a maglia, veniva ben utilizzata per la realizzazione di indumenti e trapunte, o cardata per imbottire materassi. Oggi, la lana ottenuta dalla tosa degli animali rappresenta un prodotto di scarto con alti costi di smaltimento e/o lavorazione.
Recentemente l’interesse nei confronti della lana di pecora Ciuta nella comunità locale è notevolmente cresciuto, con particolare interesse per lo sviluppo di una filiera corta, caratterizzata da uno stretto legame con il territorio. A dimostrazione di ciò, è stato sviluppato un progetto pilota che ha coinvolto un’industria tessile della zona Valtellinese (Tessuti di Sondrio), enti ed istituzioni locali, tra le quali l’Associazione Pro Patrimonio Montano. Il progetto ha avuto come punto di partenza la reinterpretazione degli antichi panni che venivano tessuti in Valtellina e di cui si ha attestazione negli Statuti di Bormio.
Sebbene in quantitativi limitati, la lana Ciuta ha un’origine controllata, registrata e tracciata, rappresentando un esempio di filiera corta ed economia circolare. La tosatura degli animali, che diventa un’operazione necessaria almeno una volta all’anno per garantire la pulizia ed il benessere degli animali, deve anche includere lo smaltimento della lana, qualora non vi siano prospettive per il suo impiego e questo rappresenta un costo per l’allevatore.
Il progetto Val3Ciuta prevede una caratterizzazione della lana, mai svolta ad oggi, attraverso una analisi strumentale presso un laboratorio specializzato per determinare dei principali parametri che determinano la qualità della lana. (finezza e lunghezza fibre, resa).

La triplice attitudine della pecora Ciuta
Scopri tutte le potenzialità delle materie ricavabili da questo prezioso e raro animale.

