A giugno 2024, il progetto di ricerca Val3Ciuta, dedicato alla valorizzazione della Pecora Ciuta, ha mosso i suoi primi passi oltralpe, arrivando a Clermont-Ferrand, nella regione francese Auvergne-Rhône-Alpes, nell’ambito del 3° meeting internazionale sulla zootecnia di montagna (https://mlf2024.eaap.org/).
Co-organizzato da EAAP (Federazione Europea per le Scienze Animali), VetAgro Sup (istituto francese di istruzione e ricerca in scienze alimentari, sanità animale, scienze agronomiche e ambientali) ed INRAE (istituto di ricerca pubblico francese che opera sui temi dello sviluppo sostenibile dell’agricoltura, dell’alimentazione e dell’ambiente), il Congresso ha trattato svariate tematiche, tra cui l’adattamento dei sistemi di allevamento di montagna ai cambiamenti climatici, l’interazione tra sistemi di allevamento di montagna e la fauna selvatica e la qualità dei prodotti ottenuti in sistemi agroalimentari montani.
Proprio in questo contesto, si è collocata la presentazione dei risultati preliminari ottenuti dalle analisi finalizzate a valutare la qualità della carne e dei prodotti trasformati di Pecora Ciuta (Attività 1, Azione A – La Carne). I risultati sono stati presentati tramite un poster scientifico, che è possibile scaricare al link che segue.
Il poster, intitolato “Caratterizzazione della Carne e dei prodotti trasformati della razza alpina Pecora Ciuta“, ha messo in luce i primi dati emersi dallo studio. In particolare, è stata presentata un’analisi delle caratteristiche della carne fresca (costolette) e di due prodotti stagionati tradizionali (bresaola e violino) di questa razza, evidenziando aspetti nutrizionali e qualitativi interessanti. Infatti, indipendentemente dall’età degli animali macellati, la carne di Pecora Ciuta è stata identificata come carne magra (<5% di grassi).

Per quanto riguarda i prodotti stagionati, non sono state osservate differenze tra violino e bresaola, in cui è stata evidenziata una composizione media caratterizzata dal 45% di proteine, 4-5% di grasso e 6.5-7.5% di sale, per un contenuto calorico medio di 230-240 kCal/100g di prodotto.

In entrambi i prodotti è stata evidenziata una interessante presenza di acidi grassi con proprietà funzionali benefiche sulla salute dei consumatori, come i coniugati dell’acido linoleico – CLA – e gli acidi grassi a catena ramificata, tutti derivanti dal metabolismo delle pecore, in quanto ruminanti. Inoltre, nei prodotti analizzati è stato evidenziato un rapporto omega-6/omega-3 vicino ai valori consigliati (inferiore a 4) per mantenere un corretto bilanciamento tra grassi con proprietà pro- e anti- trombotiche ed infiammatorie, rispettivamente.

La partecipazione al meeting internazionale rappresenta un primo passo di divulgazione dei risultati del progetto di valorizzazione della Pecora Ciuta e un’occasione unica per condividere con esperti internazionali i suoi progressi. È stata inoltre una preziosa occasione per scoprire come altre realtà europee stanno affrontando sfide simili legate alla tutela delle razze autoctone e alla promozione della biodiversità montana.
Il convegno si è concluso con una visita tecnica presso un pascolo sito sotto il Puy de Dôme, uno dei vulcani più giovani della regione della Chaîne des Puys, nel Massiccio Centrale, nel centro della Francia, adibito al pascolamento estivo delle pecore.



